Tiziano Scarparo

Giornata Mondiale dell’Epatite: Cos’è, perché riguarda anche te e cosa c’entra il tuo fegato

Come funziona, i sintomi da non sottovalutare e perché un semplice test del sangue può letteralmente salvarti la vita.

Il 28 luglio ricorre la Giornata Mondiale contro l’Epatite, che colpisce il fegato, il centro di riciclaggio e la centrale energetica dell’organismo. Filtra le tossine, ci aiuta a digerire e trasforma il cibo in energia.

Quando prende l’epatite, significa semplicemente che questo organo si è infiammato. E quando si infiamma, smette di funzionare come dovrebbe.

 

Ma da dove spunta fuori questa infiammazione?

La causa più comune sono dei virus (quei piccoli “pirati” che entrano nelle cellule e combinano guai). La comunità scientifica li ha battezzati con le lettere dell’alfabeto: A, B, C, D ed E.

Per capire come ci si protegge, basta dividere la “banda” in due gruppi:

1. I virus da “cibo e acqua” (A ed E)

Questi virus sono i classici “imbucati” nel piatto. Entrano nel corpo se beviamo acqua contaminata o se mangiamo cibi non lavati bene (o frutti di mare crudi/poco cotti).

  • • Cosa fanno? Ti mandano a letto con la febbre, un gran mal di pancia e spesso la pelle che diventa gialla (quello che in gergo si chiama ittero).
  • • La buona notizia? Di solito passano da soli dopo qualche settimana e non lasciano strascichi a lungo termine.
2. I virus da “contatto profondo” (B, C, e D)

Questi sono più insdiosi. Non si prendono con uno starnuto o stringendo la mano a qualcuno, ma si trasmettono attraverso il sangue o i fluidi corporei. Significa che i rischi veri sono:

  • Rapporti sessuali non protetti.
  • Aghi o strumenti non sterilizzati (pensaci quando fai tatuaggi, piercing o trattamenti estetici in posti poco controllati!).
  • In passato (decenni fa), anche le trasfusioni di sangue, prima che ci fossero i controlli rigidi di oggi.

 

Il vero pericolo: È un “killer silenzioso”

Ecco la cosa fondamentale che quasi nessuno sa: l’epatite B e C possono non dare ALCUN sintomo per 10, 20 o 30 anni.

Puoi avere il virus, sentirti un leone e correre le maratone, mentre lui piano piano rovina il fegato (portando alla fine a problemi enormi come la cirrosi o i tumori).

Il messaggio chiave di oggi è questo: Non sentire dolore non significa che sia tutto ok. L’unico modo per sapere come sta il fegato è un banalissimo esame del sangue.

 

Le 3 buone notizie (e cosa devi fare adesso)

Non è un articolo per fare terrorismo psicologico, anzi! Oggi abbiamo armi incredibili che fino a vent’anni fa ce le sognavamo:

  1. 1. L’Epatite C oggi SI GUARISCE: Non si gestisce e basta, si cancella. Esistono delle pillole che si prendono per un paio di mesi e distruggono il virus nel 98% dei casi, quasi senza effetti collaterali.
  2. 2. Per l’Epatite B c’è il VACCINO: In Italia lo facciamo tutti da piccoli dagli anni ’90 (è obbligatorio per i nati dal 1980 in poi). Se sei più grande, puoi fare il richiamo o controllare se sei protetto.
  3. 3. Lo screening in Italia è spesso gratuito: Molte Regioni offrono il test del sangue per l’Epatite C in modo del tutto gratuito per determinate fasce d’età.

 

In conclusione

Il fegato non si lamenta mai finché non è davvero all’estremo delle forze. In occasione della Giornata Mondiale, fai una cosa semplice: alla prossima visita, chiedi al tuo medico “Ehi, ma io ho mai fatto il test per l’epatite?”.

È un piccolo gesto, ma potrebbe letteralmente salvarti la vita.

 

Grazie per avermi letto.

A presto,
Dr. Tiziano.

 

Attenzione: In questo articolo fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.