12 alimenti da mangiare in base a quello che ti sta dicendo il corpo

A volte il nostro organismo ci manda dei segnali: poca energia, difficoltà digestive, stitichezza, pelle secca, gonfiore o quella fastidiosa sensazione di “nebbia mentale”. Naturalmente, un sintomo persistente non va attribuito automaticamente alla mancanza di un singolo alimento o di un nutriente: può avere molte cause e, quando è importante o persistente, merita un approfondimento di un medico vero che si basi solo sulla scienza e non sulla propaganda o altri interessi… Detto questo, alcuni alimenti sono particolarmente interessanti perché contengono nutrienti che partecipano proprio ai processi coinvolti in queste funzioni. Ecco perché uova, banane, avocado, avena, datteri, cetrioli, kiwi, yogurt, acqua di cocco, mirtilli, latte e zenzero possono avere un posto interessante nella nostra alimentazione. 1. Uova: se senti i muscoli deboli (ma compra sempre le uova con il primo numero 0) Le uova sono uno degli alimenti proteici più completi che possiamo portare a tavola. Contengono proteine ad elevato valore biologico e tutti gli aminoacidi essenziali, compresa la leucina, importante per stimolare la sintesi delle proteine muscolari. Questo è particolarmente interessante quando l’obiettivo è mantenere o costruire massa muscolare, soprattutto in associazione all’allenamento di forza. Alcuni studi hanno osservato che il consumo di uova intere dopo l’esercizio può stimolare la sintesi proteica muscolare in misura maggiore rispetto a una quantità equivalente di proteine provenienti dal solo albume. (PubMed) 2. Banane: se hai poca energia La banana è un frutto particolarmente interessante quando abbiamo bisogno di energia rapidamente disponibile. I suoi carboidrati forniscono glucosio utilizzabile dall’organismo, mentre il potassio contribuisce alla normale funzione muscolare e nervosa. È proprio questa combinazione che rende la banana uno spuntino pratico prima o dopo l’attività fisica, oppure quando si arriva a metà giornata con poche energie ma sempre associato ad una fonte di proteine o grassi per tenere sotto controllo l’indice glicemico 3. Avocado: se hai la pelle secca L’avocado è ricco di grassi monoinsaturi, fibre, vitamina E e carotenoidi. I grassi della dieta sono importanti anche per la struttura delle membrane cellulari, mentre la vitamina E svolge un’importante funzione antiossidante. Esistono evidenze cliniche interessanti sul rapporto tra consumo di avocado e salute della pelle. In uno studio randomizzato, il consumo quotidiano di un avocado per otto settimane ha aumentato alcuni parametri di elasticità e compattezza cutanea, anche se non ha prodotto un miglioramento significativo dell’idratazione della pelle. (PubMed) Quindi l’avocado può essere un ottimo alimento all’interno di una dieta orientata alla salute della pelle, ma non va presentato come una “cura” per la pelle secca. 4. Avena: se sei costipato Quando si parla di intestino, l’avena è uno degli alimenti più interessanti. Il suo contenuto di fibre contribuisce ad aumentare il volume delle feci e a favorire la regolarità intestinale. In particolare, l’avena contiene beta-glucani, fibre solubili che hanno effetti interessanti anche sul metabolismo. Una revisione della letteratura sugli studi condotti con avena e crusca d’avena ha rilevato che, nelle persone senza patologie intestinali, l’aumento del consumo di avena può aumentare il peso delle feci e ridurre la stitichezza. (PubMed) Il punto fondamentale è però accompagnare l’aumento delle fibre con una buona assunzione di liquidi: aumentare bruscamente le fibre senza bere abbastanza può, al contrario, peggiorare alcuni disturbi intestinali. 5. Datteri: se avverti stanchezza I datteri sono naturalmente ricchi di carboidrati e zuccheri, oltre a fornire fibre e diversi minerali. Per questo possono rappresentare una fonte di energia facilmente disponibile, soprattutto prima dell’attività fisica o quando si ha bisogno di uno spuntino energetico sempre associato a proteine e grassi – per esempio, la nostra merenda preferita: dattero, noce e cioccolato fondente. I datteri possono quindi essere un alimento energetico interessante, ma non sono un trattamento per la stanchezza cronica. 6. Cetrioli: se hai problemi di acne Il cetriolo è composto in gran parte da acqua ed è un alimento leggero, con un buon contenuto di acqua e alcuni micronutrienti e composti bioattivi. Il collegamento può essere interessante perché una dieta complessivamente ricca di vegetali e povera di alimenti ultraprocessati può contribuire a un’alimentazione più favorevole alla salute metabolica e cutanea. Quindi: ottimo alimento da inserire nella dieta, ma non consideriamolo un rimedio contro i brufoli. 7. Kiwi: se hai la vitamina C bassa Il kiwi è uno degli alimenti più interessanti quando si parla di vitamina C. La vitamina C è necessaria per la sintesi del collagene, contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e migliora l’assorbimento del ferro presente negli alimenti vegetali. Il kiwi è infatti tra gli alimenti naturalmente ricchi di questa vitamina. (ODS) Per questo può essere particolarmente utile all’interno di un’alimentazione varia, soprattutto associato a fonti vegetali di ferro. 8. Yogurt: se hai una cattiva digestione Lo yogurt è un alimento fermentato che può essere interessante per la salute dell’apparato digerente. La fermentazione modifica parte del lattosio e alcuni yogurt contengono colture batteriche vive. Alcuni studi hanno inoltre osservato effetti favorevoli di yogurt contenenti specifici probiotici e prebiotici sulla funzione intestinale. (PubMed) La risposta dipende dalla persona, dal tipo di yogurt e dai ceppi presenti. Chi è intollerante al lattosio, per esempio, può tollerare meglio uno yogurt rispetto al latte, ma la tolleranza è individuale. La scelta migliore è generalmente uno yogurt semplice, possibilmente senza zuccheri aggiunti e, se non tolleri la caseina, prova con quello di capra. 9. Acqua di cocco: se sei poco idratato L’acqua di cocco contiene acqua, carboidrati ed elettroliti, in particolare potassio. Per questo può essere interessante dopo attività fisica, sudorazione o in situazioni nelle quali è necessario reintegrare anche alcuni elettroliti. La ricerca più recente mostra che l’acqua di cocco può essere efficace nel processo di reidratazione dopo l’esercizio, ma non è necessariamente superiore all’acqua in tutte le situazioni. (PubMed) Per la normale idratazione quotidiana, quindi, l’acqua rimane la bevanda principale. L’acqua di cocco può rappresentare semplicemente un’alternativa interessante e naturale, soprattutto quando si desidera assumere anche potassio. 10. Mirtilli: se hai la “nebbia mentale” I mirtilli sono ricchi di polifenoli, in particolare antocianine, composti che hanno attirato molto interesse per i loro possibili effetti sulla salute vascolare e cerebrale. Alcuni
Cibo per la Mente: Come Quello che Mangi Influenza la Tua Memoria e la Tua Concentrazione

Un organo “pigro”? Tutt’altro! Quando nasce in noi la volontà di rimetterci in forma, la prima cosa che ci viene in mente sono i muscoli da tonificare o la bilancia da far scendere. Ci dimentichiamo quasi sempre di lui: il nostro cervello. Anche se rappresenta solo una piccolissima parte del nostro peso (circa il 2%), il cervello è un vero e proprio “divoratore” di energia: consuma più del 20% di tutto quello che mangiamo! A differenza dei muscoli, però, il cervello non sa mettere da parte delle scorte per dopo. Questo significa che ha bisogno di un flusso continuo di nutrimento durante tutta la giornata. E la qualità di questo nutrimento fa tutta la differenza del mondo. Il “doganiere” del cervello e il tranello degli zuccheri Per proteggersi da sostanze nocive e batteri, il cervello ha una specie di filtro di sicurezza speciale chiamato barriera ematoencefalica. Immaginalo come un doganiere super severo che decide cosa può entrare nel tessuto cerebrale e cosa deve rimanere fuori. Il “carburante” preferito del cervello è il glucosio, ovvero lo zucchero. Ma attenzione: questo non significa che mangiare dolci ci renda più intelligenti o reattivi! Al contrario, ecco cosa succede quando mangiamo troppi zuccheri semplici senza tenere a bada l’indice glicemico: 1. Il picco: Lo zucchero nel sangue sale velocissimo. 2. La risposta: Il corpo produce un sacco di insulina per abbassare lo zucchero. 3. Il crollo: Lo zucchero nel sangue crolla di colpo. Il risultato? Il nostro “doganiere” si ritrova improvvisamente senza carburante. È in quel momento che arrivano la classica nebbia mentale, la sonnolenza dopo pranzo e la difficoltà a concentrarci. Per evitare queste montagne russe, il cervello preferisce gli zuccheri “lenti”, cioè quelli dei cereali integrali e dei legumi, che rilasciano energia in modo graduale e costante. Ma allora perché con il digiuno intermittente ci si sente più lucidi? Se il cervello ha costantemente bisogno di nutrimento, come mai chi pratica il digiuno intermittente spesso riferisce una grande chiarezza e prontezza mentale? Sembra un paradosso, ma la spiegazione è puramente biologica ed evolutiva: • Un “super-carburante” alternativo: Quando rimaniamo senza cibo per 12-16 ore, le scorte di zucchero finiscono. Il nostro fegato inizia allora a trasformare i grassi di riserva in corpi chetonici. I corpi chetonici sono una fonte energetica “pulita” ed efficiente che attraversa facilmente la barriera ematoencefalica e nutre direttamente i neuroni. • Meno lavoro per la digestione: La digestione richiede moltissima energia. Quando non stiamo digerendo, quell’energia e il flusso sanguigno restano a completa disposizione della mente. • L’istinto di sopravvivenza: Dal punto di vista evolutivo, rimanere a digiuno segnalava al corpo di doversi attivare per cercare cibo. Il cervello rilascia così piccole quantità di sostanze stimolanti (come la noradrenalina) che ci mantengono svegli, vigili e concentrati. Questo dimostra quanto il nostro corpo sia flessibile: sa adattarsi a usare fonti energetiche diverse senza lasciare mai il cervello “a secco”. I 3 alleati della tua salute mentale Se vogliamo fare un vero regalo al nostro cervello nella vita di tutti i giorni, ecco cosa non dovrebbe mai mancare a tavola: 1. I grassi “buoni” (Omega-3): Il nostro cervello è fatto per la maggior parte di grassi. Gli Omega-3 aiutano le cellule nervose a comunicare bene tra loro. Li trovi nel pesce azzurro (alici, sgombri), nel salmone, nelle noci e nei semi. 2. Gli antiossidanti (gli “scudi” protettivi): Proteggono il cervello dall’invecchiamento. Sono abbondanti nei frutti di bosco, nel cioccolato fondente, nel tè verde e nell’olio extravergine d’oliva. 3. Le fibre per l’intestino: Forse già lo sai: l’intestino è il nostro “secondo cervello”. Nutrire i batteri buoni dell’intestino con le fibre permette loro di produrre sostanze che calmano le infiammazioni e aiutano persino a regolare l’umore. Grazie per avermi letto. A presto, Dr. Tiziano. Attenzione: In questo articolo fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.
