Tiziano Scarparo

Caffè: fa davvero bene? E quale scegliere?

Sapevi che il caffè è sia una delle bevande più consumate, sia una delle più studiate dalla ricerca scientifica? Sapevi che nel caffè non c’è solo caffeina? Contiene centinaia di sostanze, tra cui polifenoli e altri composti che possono avere effetti sul nostro organismo!  Quali sono i benefici del caffè? Partiamo dalla sostanza più conosciuta: la caffeina. La caffeina agisce sul cervello e ci aiuta a sentirci più svegli e concentrati. Può ridurre la sensazione di stanchezza e, in alcune situazioni, migliorare anche la performance fisica.  Ma il caffè sembra avere effetti che vanno ben oltre la semplice “botta di energia”. Il consumo abituale di caffè è stato associato a un minor rischio di diabete di tipo 2, di alcune malattie cardiovascolari e di alcune malattie del fegato. Gli studi hanno inoltre osservato associazioni interessanti con la salute del cervello, compreso un possibile minor rischio di alcune malattie neurodegenerative come il Parkinson e il declino cognitivo. E c’è un aspetto molto interessante che la ricerca sta studiando proprio in questi anni: il microbiota intestinale. Uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista Nature Communications ha osservato che chi consuma abitualmente caffè presenta differenze nella composizione dei batteri intestinali e in alcuni dei loro metaboliti. Insomma, il caffè potrebbe avere effetti che vanno dall’intestino fino al cervello. Attenzione, però: questo non significa che il caffè sia una medicina o che basti berlo per prevenire queste malattie. Nella maggior parte dei casi gli studi mostrano delle associazioni, non un rapporto di causa-effetto. Ma attenzione: non tutti i caffè sono uguali C’è un dettaglio che spesso non consideriamo: come prepariamo il caffè può cambiare alcune delle sostanze che assumiamo. Il caffè contiene due composti chiamati cafestolo e kahweolo. Se assunti in quantità elevate e con regolarità, possono contribuire ad aumentare il colesterolo LDL, quello che comunemente chiamiamo “colesterolo cattivo”.  E qui arriva il ruolo del filtro di carta. Il filtro di carta riesce a trattenere gran parte di queste sostanze. Per questo, se bevi caffè tutti i giorni, il caffè filtrato con carta può essere una scelta interessante, soprattutto se ne consumi diverse tazze.  Qualche esempio? Il caffè preparato con cialde come quella nella foto. Al contrario, preparazioni come il caffè bollito, che non utilizzano una vera filtrazione con carta, lasciano passare una quantità maggiore di questi composti. E la moka? La moka utilizza un filtro metallico, quindi non ha lo stesso effetto del filtro di carta. Questo non significa assolutamente che la moka faccia male: significa semplicemente che lascia passare più diterpeni rispetto a una filtrazione con carta. Quindi, quale scegliere? Se bevi molto caffè e vuoi ridurre l’assunzione di cafestolo e kahweolo, il filtro di carta è una buona scelta. Ma non bisogna trasformare tutto in “moka sì, moka no”. La cosa più importante rimane la quantità totale di caffè, la tua sensibilità alla caffeina e il tuo stato di salute. E soprattutto, ricordiamoci che il caffè non deve essere usato come una medicina. In conclusione Il caffè è molto più di una semplice bevanda che ci aiuta a iniziare la giornata: la ricerca scientifica continua a evidenziarne numerosi possibili effetti favorevoli sulla salute. Ma, come sempre, la quantità conta e non bisogna abusarne. E se lo consumiamo abitualmente, possiamo anche prestare attenzione al metodo di preparazione, scegliendo quello che, secondo le evidenze disponibili, permette di ridurre l’assunzione di alcune sostanze potenzialmente sfavorevoli. In altre parole: godiamoci il nostro caffè, ma con consapevolezza!   Grazie per avermi letto. A presto, Dr. Tiziano.   Attenzione: In questo articolo fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.