Tiziano Scarparo

La prevenzione si fa a tavola: la guida del nutrizionista alla salute della donna

Oltre i numeri: la realtà sulla salute femminile in Italia I dati più recenti sulla salute delle donne nel nostro Paese ci lasciano un messaggio dolceamaro. Da un lato, grazie alla ricerca, la percentuale di donne che guarisce dal tumore al seno è tra le più alte d’Europa. Dall’altro, scopriamo che c’è ancora troppa disattenzione: in Italia, una donna su due salta i controlli preventivi come la mammografia o il Pap-test. Inoltre, quasi la metà delle donne sotto i 45 anni non ha mai fatto un’ecografia al seno. Questi numeri ci dicono una cosa chiara: non possiamo ricordarci della salute solo quando sorge un problema. La vera prevenzione non è solo l’appuntamento annuale per un esame dal medico. La prevenzione si fa ogni giorno direttamente nel nostro piatto. Come medico nutrizionista, vedo quotidianamente come il cibo sia il più potente “regolatore” naturale a nostra disposizione per mantenere il corpo in equilibrio.   Il DNA non è un destino scritto e immutabile Le malattie croniche non compaiono quasi mai all’improvviso dal nulla. Sono il risultato di un dialogo continuo tra il DNA che abbiamo ereditato dai genitori e lo stile di vita che conduciamo. La scienza moderna ci dà una bellissima notizia: i nostri geni non sono una condanna. Funzionano piuttosto come degli interruttori: i nostri comportamenti di ogni giorno hanno il potere di “accendere” i geni della salute o, al contrario, quelli della malattia. A “spegnere” la nostra salute sono soprattutto lo stress continuo, la mancanza di movimento e, in cima alla lista, gli errori a tavola ripetuti per anni. Tutto questo crea nel corpo un nemico invisibile: l’infiammazione cronica di basso grado. Immaginala come un piccolo incendio silenzioso, senza fiamme e senza sintomi immediati, che però col tempo logora i vasi sanguigni e i tessuti. È proprio su questo terreno “infiammato” che nascono i problemi al cuore, i disturbi ormonali e i tumori. Fortunatamente, se l’ambiente intorno a noi può danneggiarci, il cibo sano è la medicina naturale più potente che abbiamo per spegnere questo incendio.   L’indice glicemico: la fretta che accende l’infiammazione Per capire come il cibo possa “accendere” o “spegnere” l’infiammazione nel corpo, dobbiamo parlare di indice glicemico. Questo termine indica la velocità con cui un alimento fa alzare la quantità di zucchero nel sangue (la glicemia) dopo averlo mangiato. Quando mangiamo cibi ad alto indice glicemico — come dolci, pane bianco, pizza o bibite zuccherate — i livelli di zucchero nel sangue impennano di colpo. Il corpo, per difendersi da questo picco, è costretto a produrre un’enorme quantità di un ormone chiamato insulina. Il problema è che l’insulina alta, se stimolata troppo spesso, agisce come un vero e proprio carburante per l’infiammazione. Non solo: superata la “fiammata” iniziale, lo zucchero crolla rapidamente, lasciandoci stanchi, senza forze e con un attacco di fame improvviso (la classica voglia di dolce). Scegliere cibi a basso indice glicemico significa mantenere l’energia stabile e, soprattutto, tenere spento quell’incendio silenzioso che logora la nostra salute.   La spesa della salute: cibi che “accendono” e cibi che “spengono” Per aiutarti a fare scelte più consapevoli, ecco una mappa pratica di cosa mettere e cosa limitare nel carrello della spesa: I cibi pro-infiammatori (da limitare) Sono quegli alimenti che, se consumati regolarmente, stimolano l’insulina e promuovono l’infiammazione: • Zuccheri raffinati e dolci: Zucchero bianco, bibite gassate, succhi di frutta confezionati, merendine e dolciumi. • Farine bianche e prodotti raffinati: Pane bianco industriale, fette biscottate classiche, pasta di farina bianca non integrale. • Grassi idrogenati e cibi ultra-processati: Piatti pronti, fritture industriali, snack confezionati e margarine. • Eccesso di carni rosse lavorate: Salumi, insaccati e carne in scatola (ricchi di sale e conservanti che alterano l’intestino). I cibi anti-infiammatori (da preferire) Sono i tuoi alleati quotidiani, ricchi di molecole che proteggono le cellule e abbassano i livelli di infiammazione: • Cereali integrali in chicco: Riso integrale, farro, orzo, quinoa e avena. Rilasciano l’energia lentamente senza creare picchi di zucchero. • Pesce azzurro: Sgombro, sarde, alici e salmone selvaggio. Sono una miniera d’oro di Omega-3, i più potenti antinfiammatori naturali. • Olio extravergine d’oliva: Usato a crudo è un vero e proprio “alimento-farmaco” grazie ai suoi antiossidanti. • Frutta a guscio e semi: Noci, mandorle, semi di lino e di chia (ottimi come spuntino per spezzare la fame). • Verdure colorate e crucifere: Broccoli, cavoli, spinaci, ma anche frutti di bosco e melagrana, ricchissimi di vitamine e sostanze protettive.   Alimentazione e prevenzione dei tumori: l’impatto del grasso corporeo Il legame tra ciò che mangiamo e la prevenzione dei tumori femminili (soprattutto quello al seno) è ormai dimostrato dagli studi più importanti al mondo. Uno dei punti chiave riguarda l’equilibrio tra la massa muscolare e la massa grassa, specialmente dopo la menopausa. Quando le ovaie smettono di funzionare, la principale fonte di ormoni femminili (gli estrogeni) diventa il nostro tessuto adiposo, cioè il grasso corporeo. Se c’è un eccesso di grasso, soprattutto sulla pancia, questo si trasforma in una vera e propria “centrale chimica” fuori controllo, che produce di continuo sostanze infiammatorie e troppi estrogeni. Questi ormoni in eccesso possono “bombardare” le cellule del seno, spingendole a moltiplicarsi in modo anomalo. Mantenere il peso forma mangiando bene e muovendosi è quindi la nostra prima, vera barriera di difesa.   Conclusione: Mangiare bene è un atto di amore per te stessa Fare prevenzione a tavola non significa vivere di rinunce punitive. Significa, al contrario, fare una scelta quotidiana di rispetto e cura verso il proprio corpo. Scegliere cibi freschi, veri, di stagione e ricchi di colori significa dare alle nostre cellule le istruzioni giuste per ripararsi e proteggersi in ogni fase della vita. Inizia oggi stesso a fare prevenzione dalla tavola e prenota quella visita di controllo che rimandi da troppo tempo!   Grazie per avermi letto. A presto, Dr. Tiziano.   Attenzione: In questo articolo fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.

Più che un Allenamento: Il Movimento come Medicina Naturale

Spesso, mi è capitato di sentir associare l’attività fisica al dimagrimento, come fosse solo un mezzo per perdere peso: “Dottore, appena mi manda il piano mi iscrivo in palestra’’. In questa frase si nasconde un errore di prospettiva molto comune: vedere l’attività fisica come una punizione per aver mangiato troppo o come un semplice strumento per “bruciare”. In realtà, il movimento andrebbe fatto a prescindere, per tutta la vita. È il segnale biologico più potente che possiamo inviare alle nostre cellule. Se potessimo racchiudere i benefici dello sport in una pillola, sarebbe il farmaco più prescritto al mondo.   Il corpo è un laboratorio chimico Quando ci muoviamo, i nostri muscoli si comportano come una vera e propria ghiandola endocrina. Producono delle sostanze chiamate miochine, che potremmo definire dei “messaggeri della salute”. Questi messaggeri viaggiano nel sangue e comunicano con tutti gli organi: dicono al fegato di gestire meglio gli zuccheri, al grasso di attivarsi e al cervello di produrre sostanze che migliorano l’umore. Non ci muoviamo per “sottrarre” qualcosa, ma per “aggiungere” salute.   Il muscolo: il vostro “bruciatore” intelligente Il muscolo non serve solo a sollevare pesi; è un tessuto metabolicamente costoso. Significa che più muscolo abbiamo, più il nostro metabolismo è attivo, anche mentre dormiamo. • La gestione degli zuccheri: Immaginate lo zucchero nel sangue come dei passeggeri che devono entrare nelle cellule. Normalmente serve una chiave (l’insulina) per aprire le porte. Quando facciamo attività fisica, il muscolo è capace di aprire quelle porte senza bisogno della chiave. È il modo più naturale ed efficace per prevenire l’insulino-resistenza e il diabete.   “Pulizie di primavera” cellulari: l’Autofagia All’interno delle nostre cellule si accumulano costantemente scarti e proteine vecchie. Se restiamo fermi, questi “rifiuti” creano infiammazione. L’attività fisica attiva un processo chiamato autofagia: una vera e propria pulizia interna in cui la cellula ricicla i propri componenti danneggiati per creare nuova energia. Muoversi, letteralmente, ci mantiene giovani dall’interno. Molti dei miei pazienti conoscono il digiuno intermittente e lo praticano con successo. Il digiuno è uno dei modi più potenti per attivare questa rigenerazione: quando non mangiamo per un po’, il corpo smette di occuparsi della digestione e usa quell’energia per fare “inventario” e pulire ciò che non serve più. È una pratica straordinaria per dare tregua all’organismo. Ma c’è una bellissima notizia: anche l’attività fisica fa la stessa cosa. • Lavorano in sinergia: Se il digiuno è il momento in cui decidiamo di riordinare casa perché c’è calma, lo sport è la scossa che ci spinge a buttare via i mobili vecchi per far posto a quelli nuovi e più resistenti. • Un potenziamento naturale: Chi pratica il digiuno e si muove regolarmente ottiene il massimo. Il movimento “accende” i motori delle cellule (i mitocondri) e le costringe a rinnovarsi continuamente. Digiuno e attività fisica insieme sono il segreto per restare biologicamente giovani, indipendentemente da quello che dice la nostra carta d’identità.   Un cuore che non si “arrugginisce” L’attività fisica rende le arterie più elastiche. Immaginatevele come dei tubi: se l’acqua scorre sempre con poca pressione, i tubi si incrostano. Quando il cuore batte più forte durante l’esercizio, il sangue pulisce le pareti dei vasi e stimola la produzione di ossido nitrico, una molecola che fa rilassare le arterie e tiene bassa la pressione. È il miglior “tagliando” che possiamo fare alle nostre tubature interne.   Il cervello e il “fertilizzante” naturale Il beneficio più sorprendente è forse quello sulla mente. Muoversi stimola la produzione di una proteina (il BDNF) che agisce come un fertilizzante per i neuroni, aiutandoli a creare nuove connessioni. Non è un caso che dopo una camminata ci si senta più lucidi: lo sport riduce lo stress, combatte l’ansia e protegge il cervello dall’invecchiamento.   Sfatiamo un mito: Sudare non significa dimagrire Molti pensano che più si suda, più si dimagrisce. Non è così. Il sudore è solo il “radiatore” del corpo che si accende per non surriscaldarsi. La vera perdita di grasso avviene nei mitocondri (le centrali energetiche delle cellule), che con l’allenamento diventano più grandi e numerosi. Non cercate il sudore a tutti i costi, cercate la costanza.   In pratica: quanta attività fisica è consigliabile fare? Non serve scalare montagne. Per la salute, la dose ideale è: • Se hai tra i 20 e i 30 anni: Punta sul metabolismo! 2 sessioni HIIT o corsa da 30′ e almeno 2 di pesi a settimana per la forza. • Se hai tra i 30 e i 50 anni: Equilibrio! Cammina a passo svelto 30′ per 3 giorni + 1 sessione pesi leggera. Aggiungi Yoga o Pilates per la flessibilità e lo stress. • Se sei in menopausa: Proteggi le ossa! Usa pesetti o cavigliere per i muscoli. Cammina ogni giorno all’aperto per la Vitamina D. Se hai dolori articolari, prova l’allenamento in acqua: un alleato utilissimo per restare in salute!   Il mio consiglio da medico: Il corpo umano è l’unica macchina che si rompe se non viene usata. Non aspettate di avere “tempo” o “voglia”. A volte nella vita, se si aspetta il momento giusto o il momento perfetto, non si inizia mai. Considerate il movimento come un appuntamento medico con voi stessi: il più importante della giornata.   Grazie per avermi letto. A presto, Dr. Tiziano.   Attenzione: In questo articolo fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.